Lisetta Carmi. Quattro anni dopo sul blog Pankhurst.

Con grande piacere inauguro una nuova collaborazione con il neonato blog Pankhurst.

E con un pizzico di emozione lo faccio grazie alla mia amica Mariagrazia, colei che ogni volta che torno in Puglia mi aspetta trepidante con una nuova avventura o una storia sconosciuta. Come quella volta, quattro estati fa, quando si mise in testa di andare ad intervistare Lisetta Carmi, famosa fotografa in ritiro a Cisternino, fondatrice di uno dei primi ashram italiani, e io la seguì, scettica ma fiduciosa.

Ha avuto bisogno di un pò di tempo quella intervista, il tempo per trovare lo spazio adatto.

In questo caso il blog Pankhurst.

Perchè “Pankhurst sei tu, se vuoi rompere gli schemi, se vuoi cambiare le cose, se quello che vedi attorno a te non ti piace e vorresti andare oltre, con la testa e con il corpo, imparando che entrambe le parti costituiscono te, la donna che sei”   …. e per questo non potevamo che ritrovarci.

Buona Lettura a tutte e tutti!

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Lisetta Carmi e quell’esclusiva, singolare intervista

Estate 2015.

Era da un anno che, grazie ad Angela dell’ Approdo, una di quelle poche librarie rimaste in grado di operare una sintesi specialistica fra come in quel momento ti senti tu ed il libro più adatto per quel tuo vestito umorale, avevo letto “Le Cinque vite di Lisetta Carmi” di Giovanna Calvenzi (Bruno Mondadori).

Un libro, meglio un piccolo gioiellino dai fogli lucidi, fotografie scelte e cinque, appunto, capitoli sulle cinque vite di Lisetta ( La prima vita: la Musica; La seconda vita: la Fotografia; la terza vita: l’Incontro con Babaji che la ribattezzerà Ranki; la quarta vita: l’ Assenza; la quinta vita: La Libertà)

Insomma mi ero innamorata di Lisetta Carmi.

Più che del suo talento (che,in dubbio, c’era) della sua duttile solidità.

Ovvero era la sua capacità di adattamento agli eventi indotti e a quelli scelti che trovavo invidiabile.

Della biografia ne avevo parlato con la mia amica Marina Castellana, fra quelle albeggianti chiacchierate via Skype quando si era da poco ma definitivamente trasferita a Berlino.

Via via, si era formata in noi l’idea che, appena Marina sarebbe ritornata l’estate di quell’anno (del 2015, appunto), saremmo andate a cercare Lisetta Carmi a Cisternino, vicino casa nostra e dove lei aveva scelto oramai da anni di allignare.

Arrivata Marina (sempre 2015,s’intende), qualcuno all’ Ashram Bole Baba, non ricordo per quale fortuita ragione, ci aveva passato il numero di telefono di Lisetta quasi a mo’ di pizzino, come le informazioni che bisogna tener segrete.

La prima volta che Marina la chiamò per fissare l’intervista, Lisetta ci chiuse il telefono in faccia.

E così fece la seconda volta e anche la terza, come un rabbino della sinagoga che per testare la tua determinazione alla conversione, ti respinge per tre volte nella speranza di saperti abbastanza forte per ritornare alla di nuovo alla carica.

Alla quarta chiamata ci aveva dato appuntamento in un bar del centro di Cisternino, alle due di pomeriggio orario che,chi è del Sud, sa benissimo essere il più silenzioso di tutti, ché la maggior parte dei pugliesi è in casa a far la siesta.

Lisetta Carmi arrivò spingendosi ad un bastone, frusciando le gambe,magrissime e già stanche per l’età, in un saio di bianchissimo lino.

Non si concesse alle moine e smancererie di chi,appena seduta, le si era avvicinato in cerca di una fotografia o una mezza conversazione, allontanandoli tutti con la fermezza delle donne di ferro di un’epoca antica alle quali replicare sembra veramente l’ultima cosa da fare.

Questa è l’intervista o, meglio, l’indimenticabile -sì,davvero indimenticabile!- chiacchierata a tre con Lisetta.

Io, Marina & Lei.

Per una scelta etica, io e Marina abbiamo deciso di selezionare solamente alcuni pezzi di questo suo racconto fra stuzzichini (che non ha toccato) & limonata durato più di due ore, sia perché alcune cose sono state delle vere e proprie confidenze che lei ci ha pregato di non divulgare, sia perché, di fronte ad una giornata così bella, è giusto che non tutto diventi così sfacciatamente pubblico.

Ed eccoci qui:

Mariagrazia: Io volevo solo guardarla negli occhi…

Lisetta: Allora mi leverò gli occhiali per guardarla negli occhi! Sono molto stanca perchè non ho dormito, ho troppi impegni, troppe cose da fare, non facciamo l’intervista! Per tutta la vita ho dato voce a chi non poteva parlare da quando ero piccola, io ero sempre dalla parte delle donne di servizio, sempre, sempre. Sono sempre stata una ribelle. Ricordo la donna di servizio che ci portava al mare, l’abbiamo avuta per 45 anni, ed io mi allontanavo fino alla boa, mentre i miei fratelli rimanevano sulla riva e lei mi diceva “Lisetta torna qui!” mentre io “Guarda, faccio il morto!” Ho avuto 5 vite – l’hai letto il libro? – ci ho messo un anno a farlo, lei è venuta a Cisternino. In autunno faccio una mostra, spero che sia l’ultima mostra della mia vita, ne volevano una sui travestiti ed io basta, con questi travestiti, non voglio essere sempre quella dei travestiti! Sei anni sono stata con loro: belli, brava gente, delle persone straordinarie. Se avesse potuto arrestarli l’avrebbe fatto con tutto il cuore, la polizia. “Lisetta Carmi che va sempre in casa dei travestiti!”,dicevano a mio padre che, poverino, era molto preoccupato di questa figlia che non sapeva… Pensa che la Morena, avrebbe voluto fare la suora e andare in Africa prima di morire mi ha fatto chiamare e sono andata a trovarla, dopo qualche mese è morta. Si è creato un rapporto di tale affetto, le rispettavo come persone. A Genova ho incontrato l’unica che è ancora viva, lavorava in coppia con la Gitana, era stata a vent’anni l’amante di De Pisis ed era il capo di tutti i travestiti e l’ho messa in copertina. Mio padre si vergognava di avere una figlia così…e l’editore all’epoca spese dieci milioni di lire per pubblicare il mio libro e io gli ho detto “Ma sei pazzo!” e lui ha detto “Per diventare tuo amico non sono niente!” Io sono sempre stata contro le istituzioni, contro quelli che comandano…non si deve comandare nessuno. Adesso per esempio c’erano due ragazzi al computer lì dentro poi è arrivata la madre – e lei mi ha detto “Ogni tanto glielo nascondo!” e io le ho detto “No, non deve far così, non deve nasconderle. Deve convincerli che gli fa male, fa diventare scemi!” Io scrivo tutto a mano, io non ho niente, non ho la televisione, non ho un computer, non ho la macchina da scrivere, tutto a mano, e mi piace, mi piace molto, le persone si commuovono “Ma come scrive a mano?” (ride,n.d.r.)

Marina: E la macchina fotografica?

Lisetta: La macchina fotografica non la uso più, non suono più il pianoforte, studio la calligrafia cinese e il tao, mi piace molto la filosofia cinese e poi sto in silenzio. Quanto mi piace vivere in casa da sola! Faccio tutto, lavoro, lavo, stiro…adesso è un momento che sono un pò stanca e non ho voglia di fare il bucato e lo farò quando ne ho voglia, appena un giorno mi sento bene lo faccio. Poi cucio, se c’è una cosa da cucire io la cucio! Uno deve saper fare tutto. Mio padre a novantun’anni ancora andava a sciacquarsi la tazzina di caffè nel lavello nonostante avesse la donna di servizio. Adesso trovo in casa delle cose che ho fatto tanti anni fa e mi dico “Ma com’ero brava!” Ricordo che una volta ho dovuto farmi operare delle cisti e sono andata all’ospedale ed eravamo nella camera sei donne e nel frattempo che aspettavo di essere operata ho lavorato all’uncinetto e il dottore mi ha detto “Ma Lisetta cosa fa, lavora sempre?!” Poi mi hanno operato…quattro ore! E quando, sono andata per pagare, perché all’epoca non c’era la sanità pubblica, bisognava pagare, il dott. De Cecco che era una celebrità ha detto “Lisetta, lei è così simpatica che l’operazione gliel’abbiamo fatta gratis!” Incredibile! Perchè io ridevo sempre! Un’altra volta invece che volevo andare in viaggio in Afghanistan, vado da questo dottore che non veniva mai a visitarmi che mi dice “Annalisa Carmi…Ma lei è la sorella del famoso pittore Eugenio Carmi??” e io risposi “E mi avrebbe trattata meglio se l’avesse saputo?” Trattava i poveri in un modo ripugnante, non come De Cecco. In tutto il mondo ho sempre lavorato per i poveri perchè è importante che i poveri possano parlare, non solo i ricchi, stronzi che rubano. Babaji ha detto che verrà “La grande distruzione” e il 75 % dell’umanità morirà e a quel tempo lui tornerà sulla Terra ma io non lo vedrò perchè morirò prima. L’hai visto quel ragazzo che ha ucciso 27 persone in Tunisia, hai visto che begli occhi? Quel ragazzo in fondo aveva ragione lui e i poveri se si ribellano hanno ragione perchè per quale ragione ci devono essere pochissimi ricchi e poi una massa di poveri? Se tu pensi a cosa hanno fatto gli americani con gli schiavi africani e poi è arrivato Cristoforo Colombo e ha portato i veleni e le malattie a quei poveri indios. Allora io dico: noi che abbiamo la pelle bianca siamo mostri, mostri! Noi siamo andati in Africa e abbiamo fatto delle cose orrende, in Africa. Gandhi è considerato una bella persona ma era un mostro, era un avvocato in Sudafrica, poi è andato in Inghilterra, poi è andato in India poi si è messo a far il digiuno per far credere che era una brava persona. È lui che ha diviso l’India! Io non ho più voglia di apparire, non me ne frega niente…ho fatto così tanto nella vita e sempre da sola.

Marigrazia: Conosce sicuramente Tiziano Terzani, mi colpì molto quando disse alla figlia Saskia che una donna è meno libera di un uomo. Mi colpì e mi ferì,questa frase…

Lisetta: Le donne devono essere molto forti. Io a sei anni ho detto “Io non mi sposerò mai!” e i miei genitori dicevano che ero una ribelle. Mi ha sposato Babaji, con un uomo che era omosessuale con il matrimonio indiano. Ma poi dopo due anni è andato via, ma meglio perché era una persona molto strana, a me non piacciono le persone normali. È morto in India è cascato dall’autobus ha picchiato la testa l’han portato all’ospedale e dopo due giorni è morto, l’abbiamo fatto cremare. Ma poi non si muore mai. Ieri qui c’era un signore, ho incontrato delle persone, era morta sua madre e io gli ho detto non è mica morta, sua madre! E’ vicina a lei, l’anima non muore mai, il corpo lo lasciamo, per forza. Io non vedo l’ora di andarmene, solo che non è ancora il momento e va bene…però devo ancora fare qualche cosa. Io ho avuto dei messaggi degli editori, quando facevo l’Ashram e quando mio padre è morto l’ho curato io dieci giorni e ho visto l’anima che ha lasciato il corpo. Una mia compagna di scuola, che ha visto la foto sul giornale e ha letto queste cose di mio padre, mi ha chiamata e detto di essere una veggente, sua madre era una veggente (era in grado di poter parlare coi morti) e mi ha detto “Lo sai come ha fatto a sapere che era una veggente? Aveva delle perdite dalla vagina e il suo ginecologo,un cretino, le ha detto che speriamo non sia un cancro e lei spaventatissima, allora alla sera prima di andare a letto ha sentito la mano che faceva (omissis)” Era la madre della veggente per farti capire che i nostri parenti sono sempre vicino a noi, la madre ha solo captato questa forza e le ha detto “Non hai niente stai tranquilla!” Ha capito che era diventata anche lei sensitiva e allora mi ha scritto e mi ha detto “Se vuoi ti dò un messaggio di tuo padre!” E allora l’abbiamo chiamato e guarda mi ha dato un messaggio meraviglioso, molto speciale…cioè che ho un destino molto particolare che devo aiutare tutti. Poi, quando se n’è andato, Babaji ha fatto venire mia madre qui a Cisternino ed è stata cinque anni. Lei lavorava sempre era una donna molto particolare poi quando è morta l’ho fatta cremare, mi ha mandato un messaggio dall’Aldilà dicendomi che la prima cosa che aveva visto era Babaji e il papà bello “come quando avevamo i figli giovani”. Poi il suo messaggio finisce cosi “Sono viva nell’eterno appagata nella beatitudine immersa nell’Amore Universale, tua mamma Maria.” E quindi non si deve mai piangere quando uno muore perchè lascia il corpo. C’è chi è destinato a vivere mille anni come mia madre e chi a vivere un anno solo.

Marina: Io voglio farle solo una domanda: lei ha viaggiato tantissimo, perchè si è fermata in Puglia?

Lisetta: Io sono venuta in Puglia perché una mia amica carissima aveva perduto il marito e c’aveva il bambino piccolo. Era un grande fisico polacco morto in un incidente aereo e lei è rimasta col bambino. Mi ha telefonato, lei era a Roma, e mi ha detto “Guarda io vorrei andare in Puglia in un trullo, m’accompagni? Perchè da sola ho paura!” E io ho detto “Sì vengo con la macchina!” E siamo andate nel trullo che poi ho comprato. Ho sentito subito la Puglia, soprattutto questa zona qui è una terra sacra e benedetta, veramente. Adesso la stanno rovinando purtroppo, però è una terra sacra. Allora ho comprato il trullo e l’ho tutto aggiustato, l’anno dopo. Io quando vado in un posto guardo sempre quello che fanno i residenti, che qui hanno sempre una casa in paese e allora l’anno dopo ho comprato una casa in paese, con quelle scalinate lunghe ed è una bellissima casa e l’ho tenuta vuota per tanto tempo perchè mi dedicavo all’Ashram e all’Ashram ci sono stata per diciannove anni. M’han detto di fare la fondazione e di farla riconoscere dallo Stato e, quando ci sono riuscita, ho dato le dimissioni e me ne sono andata perché io ho proprio questa convinzione che le cose bisogna farle e lasciarle. L’Ashram non va più bene come una volta, ma non importa perché tutto cambia… Io sono stata fortunata perché sono nata in una famiglia molto particolare, persone intelligenti… ma io non ho potuto studiare perché ero ebrea. Ho avuto tanti dolori nella vita…tantissimi…però tante gioie e i dolori mi hanno insegnato a capire chi soffre. Quando poi sono diventata più vecchia, mi sono trasferita in paese e sono molto contenta. Poi l’anno scorso avevo una macchina, guidavo ancora la macchina ma adesso non guido più quindi mi vengono a prendere e vado all’Ashram e basta. Questa casa che è molto bella, un giorno o l’altro verrete a trovarmi…un disordine di libri guarda! Ho troppi libri! Mi mandano i libri. C’è una mia fotografia in un libro e mi mandano il libro…ma a me non me ne frega niente!

Marina: Prima ha detto che la stanno rovinando la Puglia, perché?

Lisetta: Perchè intanto mangiano troppa carne, qui a Cisternino. Poi danno i veleni nella terra, poi zappano con le motozappe…la terra non bisogna mai zapparla, bisogna tagliare l’erba e lasciarla lì, allora tutto resta umido…tutti i lombrichi…

……

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(da sinitra) Io  & Mariagrazia

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